martedì 8 maggio 2018

*Blogtour* L'ULTIMO CAFFE' DELLA SERA di Diego Galdino: "Dove eravamo rimasti?"


Buon giorno miei carissimi lettori, eccomi di nuovo con voi, perchè ciò che non ammazza fortifica, e quindi io ritorno con il cuore un po' ammaccato, ma più forte di prima. Oggi sono orgogliosa di ospitare nel mio piccolo spazietto letterario un BLOGTOUR d'eccezzione che vede protagonista l'ultimo romanzo di DIEGO GALDINO. 
Chi non ha letto IL PRIMO CAFFE' DEL MATTINO corra ai ripari e lo faccia immediatamente, perchè immergersi nella simpatia spontanea e coinvolgente del barista romano più famoso d'Italia è d'obbligo.... 
Prima di parlarvi del romanzo L'ULTIMO CAFFE' DELLA SERA che come avrete già capito è il seguito del romanzo d'esordio dello scrittore facciamo mente locale e vediamo.... 



Il primo caffè del mattino ci fa conoscere personaggi fantastici. Entriamo nel piccolo mondo del Bar Tiberi, dove Massimo, il proprietario inizia le sue giornate con un sorriso per ogni nuovo cliente e una battuta per quelli vecchi. Affiancato dall'instancabile Dario, come un padre per il nostro protagonista e con dei personaggi strabilianti che girano intorno alla storia e che l'arricchiscono di spontaneità e genuinità. 
Tutto procede come sempre, ogni giorno uguale all'altro, fino a quando nel bar entra una giovane francese dall'aria spaurita. Genevieve conquisterà ben presto il cuore del giovane barista e Massimo, d'altro canto riuscirà con il suo romanticismo e la sua dolcezza ad entrare nel cuore della bella ragazza francese. Dopo varie passeggiate e un corteggiamento d'altri tempi il romanzo si conclude con una dichiarazione d'amore degna di qualsiasi film romantico d'eccezione: 
"Io voglio soltanto bere con te il primo caffè del mattino. Ma deve essere ogni mattina, per il resto della nostra vita. Ti va?"


Titolo: l'ultimo caffè della sera
Autore: Diego Galdino
Editore: Sperling & Kupfer
formato digitale: 9,99€
formato cartaceo: 16,90€


Non mi sarei lasciata sfuggire questa bellissima lettura per niente al mondo, ben lieta di aver partecipato a questo blogtour. 
Ritorno a sognare nel bar Tiberi, insieme al romanticissimo e romanissimo Massimo. In questa nuova lettura non troviamo di certo il lieto fine che ci siamo immaginati leggendo il primo romanzo. Tra addii che spezzano il cuore e cuori già di per sè spezzati ci immergiamo in una bellissima Roma e ci ritroviamo a sperare in un nuovo inizio che a noi lettrici romantiche piace tantissimo. 
Massimo, che con il cuore maltratto e ricordi che non accennano ad affievolirsi senza dargli scampo decide di dire addio all'amore. Ma ovviamente il destino per lui ha in serbo qualcos'altro ed è un giorno come tanti che nel bar Tiberi entra una luce nuova accompagnata da una ragazza dagli occhi chiari e dai capelli scuri. Mina sarà una folgorazione per il nostro Mino e tutti nell'arco di poco tempo capiranno che da quando quella ragazza ha fatto il suo ingresso nel bar per Massimo non sarà più la stessa vita. 
Ma la vita, bastarda, decide di mettere i bastoni tra le ruote al nostro impacciato ma romantico barista. Così, all'improvviso, il passato torna a bussare prepotente e il nostro protagonista dovrà fare una scelta con il cuore, perchè il suo cuore può appartenere solo ad una persona. 

"Ci sono saluti inutili, scontati, ci sono saluti famigliari, belli, affettuosi e ci sono persino saluti brutti e poi ci sono saluti che non devi dimenticare perchè sembrano provenire da un portone aperto che ti potrebbe cambiare la vita."

Ritroviamo un Diego Galdino più maturo e più romantico di come lo avevamo letto la prima volta. Una scrittura limpida, una Roma straordinaria che vede nascere tra le sue strade un amore che si scopre a suon di caffè alla nutella e Ginseng personalizzati. 
Un romantico spaccato che ci immerge in una bellissima ma mai sdolcinata storia d'amore. 
Nuovi personaggi affiorano in questo nuovo romanzo e noi, spettatori silenziosi, non possiamo fare altro che rattristarci per quei personaggi che non troviamo più e conoscere quei nuovi volti che impareremo a evidenziare come familiari, perchè chi entra a far parte del Bar Tiberi non ne esce più. 

Alla prossima lettura



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